Recupero del portale di Villa Durazzo

 27 – Gennaio – 2016

Raggiungere Villa Durazzo attraverso il passaggio a mare, oltrepassando il portale nei pressi del Castello cinquecentesco, percorrendo il pergolato fiorito. Una consuetudine per chi nella storia ha abitato la prestigiosa dimora di Santa Margherita Ligure; una suggestione per chi abita e frequenta la cittadina del Tigullio.

Perché quel passaggio da oltre trent’anni è inagibile, chiuso. Il passare del tempo e la mancanza di manutenzione hanno reso pericolante la struttura e costretto, nel 2013, l’interdizione di un antico passaggio pedonale che fiancheggia il convento dei frati e raggiunge la chiesa di San Giacomo di Corte.

Per questo il Comune di Santa Margherita Ligure nell’autunno 2015 ha commissionato un progetto (Ing. Andrea Giannantoni di Foligno, con consulenza alla progettazione dell’Università degli Studi di Ferrara) per il restauro del portale e del pergolato di Villa Durazzo. Il progetto definitivo è stato approvato dalla Giunta a gennaio 2016 e inviato per l’ottenimento delle autorizzazioni della Sovraintendenza.

Dichiara il Sindaco: «Poter riaprire il collegamento tra il mare, il castello cinquecentesco, il convento dei frati cappuccini e il complesso di Villa Durazzo sarebbe un’operazione di grande significato culturale e turistico».

Dichiara il l’assessore ai lavori pubblici Linda Peruggi: «Si tratta di un progetto, realizzato con tecniche innovative, per un restauro conservativo su una struttura di pregio che attualmente si trova in grave stato di compromissione statica e che la nostra amministrazione intende restituire alla collettività».

Dichiara il consigliere delegato ai finanziamenti Patrizia Marchesini: «Da tempo mi sono attivata con gli enti sovraordinati per reperire i finanziamenti necessari all’intervento. Mi auguro di ricevere in tempi brevi risposte positive per un progetto importante a cui tengo particolarmente».

La via d’accesso dal mare a Villa Durazzo, da quando il complesso è stato aperto quotidianamente al pubblico e cioè nel 1998, non è mai stata aperta. La zona è già pesantemente compromessa: già tre colonne del pergolato si sono irrimediabilmente abbattute. Il progetto definitivo prevede un impegno di spesa di quasi 2 milioni di euro, e comportata importanti opere preliminari contro il dissesto idrogeologico e di messa in sicurezza, nonché interventi di restauro architettonico e sulle finiture (sulla muratura in pietrame, sugli intonaci monocromi, sugli intonaci decorati e per la sistemazione del verde).