Ci sono incontri musicali che non si limitano a mettere insieme due strumenti: creano un dialogo, un respiro comune, una piccola storia da ascoltare ad occhi chiusi. È quello che accadrà con “La magia dell’arco”, concerto che vedrà protagonisti Wolfgang Redik al violino e Andrea Bacchetti al pianoforte.

L’appuntamento è Sabato 15 agosto alle ore 21.30, nella suggestiva Villa Durazzo e nell’ambito di Santa Festival, sotto la direzione artistica di Giovanna Savino.

Il violino che racconta, il pianoforte che accompagna

Il programma di “La magia dell’arco” attraversa alcune delle pagine più celebri e amate del repertorio per violino e pianoforte, componendo un viaggio che passa dalla delicatezza alla passione, dalla malinconia alla nostalgia, fino alla forza evocativa del tango e della grande musica cinematografica.

Si parte dalla Romanza in fa maggiore op. 50 di Ludwig van Beethoven, per incontrare poi il mondo viennese di Fritz Kreisler con Liebesleid e Schön Rosmarin. Seguono la struggente Vocalise di Sergej Rachmaninov, la celebre Meditazione di Thaïs di Jules Massenet, Vuelvo al Sur di Astor Piazzolla, Salut d’amour di Edward Elgar e il tema di John Williams tratto da Schindler’s List.

A chiudere il percorso sarà una pagina che sembra fatta apposta per lasciare nell’aria un ultimo sorriso: “An der schönen blauen Donau” di Johann Strauss, nell’arrangiamento per violino e pianoforte.

Un repertorio capace di attraversare epoche, linguaggi e sentimenti diversi, proprio come fa la musica quando riesce a parlare direttamente a chi ascolta.

Due interpreti, una straordinaria intesa

Sul palco, due personalità artistiche di assoluto rilievo.

Andrea Bacchetti, nato a Recco nel 1977, è un talento precoce che ha costruito una carriera internazionale straordinaria. Ha debuttato a soli undici anni con i Solisti Veneti diretti da Claudio Scimone e da allora ha calcato alcuni dei più importanti palcoscenici e festival internazionali, da Lucerna a Salisburgo, da Tokyo a Parigi, da Mosca a Berlino.

La sua attività lo ha portato a collaborare con prestigiose orchestre e grandi interpreti, tra cui Uto Ughi, il Quartetto di Cremona, il Prazák Quartet e Federica Dego. La sua discografia, pubblicata anche da Sony Classical, testimonia una ricerca musicale profonda e curiosa, capace di muoversi tra repertorio classico, musica da camera e grandi pagine della tradizione pianistica.

Accanto a lui, Wolfgang Redik (primo violino solista dell’Orchestra da camera viennese), violinista e direttore austriaco, artista dalla straordinaria versatilità e da oltre venticinque anni particolarmente impegnato nella musica da camera. La sua attività internazionale lo ha portato a esibirsi e dirigere in prestigiose sale e con importanti orchestre in Europa, Asia e Nord America, dal Musikverein di Vienna alla Wigmore Hall di Londra, dal Gewandhaus di Lipsia alla Tonhalle di Zurigo.

Con oltre 80 registrazioni discografiche e un Echo Klassik conquistato nel 2010, Redik è oggi anche responsabile del dipartimento di musica da camera del Mozarteum di Salisburgo. Suona un prezioso violino G.B. Guadagnini del 1772, gentilmente prestatogli dalla Austrian National Bank.

È proprio dall’incontro tra queste due sensibilità che nasce la magia: il gesto dell’arco, il respiro del pianoforte, la capacità di due musicisti di ascoltarsi e di trasformare ogni nota in qualcosa che va oltre la nota stessa.