Teatro

Domenica 6 settembre si chiude la 26° edizione di Tigullio a Teatro, rassegna ideata e realizzata da Teatro Ipotesi con la direzione artistica di Pino Petruzzelli.

L’appuntamento che chiude questa edizione, contraddistinta da 4 serate sul tema “Connessione Natura”, si intitola Sera di Liguria. Si tratta di una accorata e meditata celebrazione dei versi e delle note che sono inscritti nel cuore di questa regione. Un percorso dolce, tra poesia e musica, tra il verde delle colline e il turchese del mare, a cui ogni persona è invitata a unirsi.

A scegliere, leggere e interpretare i versi e i racconti di grandi autori liguri come Camillo Sbarbaro, Giorgio Caproni, Eugenio Montale, Maurizio Maggiani, Italo Calvino, Francesco Biamonti, Salvatore Quasimodo e Vincenzo Cardarelli è Pino Petruzzelli mentre le musiche che uniscono Niccolò Paganini e Gino Paoli sono eseguite live da un eccellente giovane duo di archi della GOG – Giovine Orchestra Genovese, formato da Yesenia Vicentini (violino e viola) e Filippo Taccogna (violino).

L’appuntamento è per domenica 6 settembre alle ore 21.00 davanti a Villa Durazzo L’ingresso è come sempre libero.

In caso di maltempo Sera di Liguria avrà luogo all’interno di Villa Durazzo. Fino al 6 settembre, presso la Biblioteca Civica A. e A. Vago di Santa Margherita Ligure, è allestita una mostra libraria dedicata agli autori di tutti gli spettacoli di Tigullio a Teatro.

La Rassegna Tigullio a Teatro è ideata e realizzata da Teatro Ipotesi con l’importante sostegno del Comune di Santa Margherita Ligure e la collaborazione di Villa Durazzo. La direzione artistica è diPino Petruzzelli, il coordinamento di Paola Piacentini, grafica e xilografia sono di Valentina Biletta.

Sarà recuperato mercoledì 3 settembre “Il testamento dell’Ortolano”, l’ultimo appuntamento della rassegna “Tigullio a Teatro” che era stato rinviato a causa dell’allerta meteorologica. Tratt0 da un racconto di  Antonio Catalano – il poeta della meraviglia, il cantore delle piccole cose – il monologo vedrà salire sul palco Massimo Barbero per la regia Patrizia Camate.

Il sapore è quello di una fiaba antica, ma i contenuti sono modernissimi, poiché si parla del legame di amore e cura per il Pianeta Terra. Protagonista della storia è l’ortolano Adelmo, vissuto in quel passato prossimo in cui l’orto era fonte primaria di sostentamento familiare. Egli ha ricevuto la terra dai suoi antenati e l’ha coltivata per tutta la vita. L’orto è così un luogo in cui specchiarsi, in cui ritrovare le vicende famigliari, in cui scoprire il legame plurimillenario tra l’umanità e la Terra, che dobbiamo tutelare come eredità comune e ancor più come fonte di vita. Insomma, l’orto è il luogo della Cura: là dove ci si prende cura della terra, e dove la terra cura il corpo e l’anima. Questo è il messaggio lanciato dall’ortolano, laborioso e bonario, filosofo e poeta a sua insaputa.

L’appuntamento è alle 21.00 a Villa Durazzo.